LIpparini (14 marzo): se avessimo gonfiato le firme facendoci accettare oggi saremmo in lizza

http://www.radicali.it/view.php?id=154383
 
Elezioni Lombardia, Lipparini: le illegalità persistono e si aggravano, rinviare le elezioni

Questa dichiarazione è quasi un sillogismo. Nessuno la riprende. Pochi entrano nel merito. Il PDL è stato riammesso, i radicali sono stati esclusi. Ma se si ripercorrono tutti  i passaggi si capisce che se i radicali in Lombardia  avessero gonfiato in maniera appena appena credibile l’elenco delle loro firme, superando l’ammissibilità del primo esame dell’Ufficio Elettorale – come pare dai fatti avvenga spesso - poi quel giudizio non avrebbe più potuto essere rettificato (anche a fronte di palesi prove) dall’Ufficio stesso. Incredibile ma vero. Ora , cacciati fuori, essi devono invece assistere alla comunicazione che li vuole facinorosi, ricorsaioli, rissosi. Poveri cagnolini abbaianti!  Il granito è stato ripristinato dalla scienza del cavillo.

Dichiarazione di Lorenzo Lipparini, delegato presentatore della Lista Bonino Pannella in Lombardia

14 marzo 2010
Già diverse dichiarazioni utilizzano la sentenza di oggi del Consiglio di Stato, che conferma la partecipazione di Formigoni alle ragionali, come prova che i Radicali hanno agito scorrettamente e che le firme della lista Per la Lombardia erano firme valide e corrette. Vorrei ricordare che le firme depositate da Formigoni erano, e sono, viziate da gravi irregolarità, non solo perché difettano dei timbri e delle autentiche, ma perché raccolte in dape precedenti alla definizione della lista dei candidati, avvenuta, per ammissione dello stesso Formigoni, solo a poche ore dal termine per la presentazione. La sentenza ribadisce invece che non ci sia la possibilità per l’Ufficio centrale regionale di escludere una lista già dichiarata erroneamente ammissibile, anche a fronte di nuove verifiche. Questo getta ombra sulla qualità dei controlli svolti in tribunale sulle liste depositate: superficiali, errati, e non rettificabili. Se come Radicali avessimo deciso di dichiarare un numero superiore e fasullo di firme raccolte, se avessimo depositato moduli senza timbri e autentiche, forse oggi saremmo anche noi ammessi a queste elezioni. Abbiamo invece scelto la strada della legalità e della correttezza,denunciando l’irregolarità di tutto il procedimento elettorale. Oggi il PDL e il PD, che tanto si sono minacciati in piazza e sui giornali, hanno fretta di chiudere la vicenda, d’accordo nel non denunciare le altrui irregolarità e correre al voto. Da radicali, unici a pagare il prezzo di questo scempio di regole, non possiamo che ribadire l’illegalità che rischia, con gli accertamenti che proseguiranno anche dopo il voto, di pregiudicare l’esito di queste elezioni e chiedere immediatamente il rinvio del voto